Cuba di Santa Domenica

Cuba di Santa Domenica

Cuba di Santa Domenica, Castiglione di Sicilia, CT, Italia

Castiglione di Sicilia > Cuba di Santa Domenica

Cuba bizantina Santa Domenica “Meraviglia italiana”

Uno degli edifici religiosi più misterioso in Sicilia si trova nel territorio di Castiglione. Infatti, la cosiddetta “Cuba”, da decenni, attira l’attenzione di studiosi italiani e straniera, che cercano di capire, ancora senza aver trovato una spiegazione definitiva, i motivi della presenza di un edificio religioso isolato al centro della Valle dello Alcantara e, soprattutto, non riescono ad indicare l’epoca in cui esso venne effettivamente costruito o ricostruito.

La Cuba si presenta con una struttura a pianta quadrata, divisa da quattro pilastri in tre navate mentre, per quanto riguarda le origini, non ci sono fonti che citino l’edificio e solo indirettamente è stato possibile ricavare informazioni sul territorio circostante la chiesa: informazioni che non vanno più indietro della seconda metà del sec. XI d.C. Il documento più interessante, comunque, sembra essere l’atto di fondazione, o ricostruzione, del monastero del S. Salvatore della Placa, riedificato per volontà dell’abate Chremes, dietro l’interessamento del conte Ruggero, databile al 1093 d.C.. Nel documento, infatti, vengono citate due chiese diroccate, successivamente ricostruite per volontà del medesimo Chremes. Per Freshfield, uno studioso che, durante i primissimi anni del XX secolo, mostrò un profondo interesse storico e artistico per la chiesa, i due edifici citati sarebbero l’attuale piccola chiesa di S. Nicolò, vicino il paese di Francavilla, e la chiesa di S. Domenica di Castiglione.

La attribuzione, di conseguenza, permise al Freshfield di avanzare una datazione della “Cuba” ad epoca normanna e, precisamente, durante i primi decenni del regno del Conte Ruggero, dove si celebrava messa seguendo il rito ortodosso, pensando all’edificio come ciò che rimaneva di un metochio.

Altri studiosi, invece, vedevano la Cuba, proprio per la sua singolare forma, come una chiesa rurale o una grangia di un monastero latino, lì edificato per favorire la trasmissione del cristianesimo latino in quell’angolo sperduto della Sicilia. Studi recenti sembrano aver fatto assumere maggiore consistenza all’ipotesi che si trattasse di un edificio di culto tipicamente ortodosso: a prova di ciò si indicano le absidiole presenti lungo le parte di sud-est e nord-est, ma anche le stesse dimensioni della chiesa, estremamente ridotte e tali da accogliere pochi monaci, uniformando l’edificio all’andamento di progressiva diminuzione delle comunità cristiano/greche di Sicilia durante la conquista e successiva dominazione musulmana.

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